L’ETHOS CHE MUOVE IL MONDO

Etica, dal latino ethos, significa “comportamento” o anche “costume”. L’etica è perciò la scienza che indaga sulla volontà e le azioni dell’uomo come essere libero e razionale, capace di dare a se stesso un insieme di valori e norme da rispettare.

Riflettere sull’etica permette di costruire un mondo di valori, basato su principi che stabiliscono cosa è bene e cosa è male.  L’uomo sente la necessità di dare un senso alla propria vita, organizzandola secondo un codice – un comportamento giusto –  che non obbliga, ma sottolinea la libertà intrinseca nell’uomo, che è in grado di compiere scelte e assumersi le proprie responsabilità.

Non irrilevante è il fatto che l’uomo sia sottoposto a condizionamenti biologici, sociali e culturali dal principio della sua esistenza. Pertanto, il suo compito consiste nell’essere in grado di riconoscerli, accettarli o respingerli. E’ proprio in questa azione che l’uomo compie una scelta e rende manifesta la propria libertà. La principale differenza tra animale e uomo sta infatti nella consapevolezza di quest’ultimo riguardo la sua esistenza e le conseguenze che derivano dalle sue scelte.

L’etica non riguarda solo l’ambito delle scelte personali (ogni uomo infatti ha una propria etica, che deve essere rispettata da tutti), ma anche la vita collettiva della nostra società. Non si può fare riferimento a un codice assoluto di leggi o ideali: se, per esempio, TUTTI gli uomini considerassero l’omicidio immorale secondo la propria etica (basti pensare agli innumerevoli atti di terrorismo che si sono manifestati nel corso di questo anno) cesserebbero le guerre e le violenze che caratterizzano la storia dell’uomo fin dal principio.

L’etica è un concetto astratto, bisogna quindi concretizzarla facendo riferimento alla dimensione storica. Socrate inizia sostenendo che l’unico modo per avere una vita buona e una stabilità all’interno della vita politica è la conoscenza del bene. Solo chi conosce che cosa è il bene lo fa, mentre chi non lo fa è solo perchè ancora non ha capito cosa è il bene. L’accento è posto quindi sulla conoscenza e non sul libero arbitrio.

Poi arriva Platone con il mondo delle idee, la cui contemplazione porta al massimo bene. Aristotele si discosta da Platone e, introducendo la discussione sui limiti dell’uomo, sostiene che non esiste un sapere unitario, ma solo saperi parziali. In campo etico Aristotele distingue l’ambito della teoria e quello dell’agire: per diventare buoni moralmente occorre agire bene, non conoscere cosa sia astrattamente il bene. Egli individua il fine dell’uomo nella felicità, intesa come la capacità di aprirsi all’essere, cioè la presa di conoscenza sulla realtà.

Con Epicuro e la sua tesi del quadrifarmaco si parla di etica edonista, ossia del piacere connaturato nell’uomo, che diventa il criterio tra bene e male. Per gli Stoici invece la vita morale perde di significato in quanto tutto avviene per necessità e non avendo nessuna possibilità di scelta, bisogna accettare il proprio destino, liberandosi delle passioni e dei bisogni.

Poi è la volta della filosofia cristiana, in cui si distingue la figura di Tommaso d’Aquino. Egli afferma che il fine dell’uomo è la beatitudine e contemplazione di Dio, l’unico modo per realizzare se stessi. Tuttavia, la libertà dell’uomo sta proprio nel scegliere se perseguirlo o perderlo.

Nella filosofia utilitaristica il metro delle azioni dell’uomo si misura in base alla qualità di piacere che esse producono.

Descartes fornisce una morale provvisoria, fornendo delle massime “di pronto impiego”. Spinoza nega la libertà dell’uomo applicando il determinismo. Locke non impone doveri ma garantisce quattro diritti fondamentali (alla vita, alla sicurezza, alla libertà, alla proprietà).

Ma è soprattutto Kant il punto di riferimento dell’etica moderna. Egli introduce la nozione di legge morale formale, priva di indicazioni circa l’azione che dobbiamo compiere, ma comprendente solo il criterio da rispettare ogni volta che dobbiamo prendere una decisione.  Kant cerca infatti di difendere la libertà, intesa come autonomia. 

Sarebbe riduttivo sostenere che io qui abbia parlato di “etica”. Si potrebbero scrivere migliaia di pagine per ogni pensatore e filosofo. Il dibattito sull’etica si estende in ogni campo. Si può parlare di etica in ambito medico: la gestione della fine o dell’inizio della propria vita, come l’eutanasia o l’utero in affitto. Si sono sollevate questioni etiche sul trattamento degli animali o relative alla relazione fra uomo e ambiente. Anche lo sviluppo tecnologico è una questione di etica, così come la nozione di gender e la distinzione culturale tra donna e uomo.

Ritengo che l’etica di ciascuno di noi venga concretizzata nelle azioni più consuete e semplici, come rispettare le idee del prossimo, non voltare le spalle a chi ha bisogno di aiuto , non fermarsi a guardare lo strato più superficiale del mondo, ma tentare di andare al di là di ciò che gli occhi vedono o la società costruisce.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...